Covid: emociones en jaque. Entrevista a Luigi Zoja. 75 años del Fondo de Cultura Económica en Argentina.

Las Bodas de Brillante. Así se le dice al aniversario que festejan dos personas cuando cumplen 75 años de matrimonio. El Fondo de Cultura Económica cumple ese número con sus lectores argentinos. Fue en 1945 cuando la gran editorial latinoamericana —fundada en 1934 por Daniel Cosío Villegas— inició su actividad internacional al inaugurar la entonces denominada “sucursal” Argentina, conocida como “La casa de la cultura de México”. La editorial se instaló en la Ciudad de Buenos Aires y contó con la dirección de Arnaldo Orfila Reynal.

Corrían años agitados en el país. En octubre, la dictadura de Edelmiro Julián Farrell ordenó la detención de Juan Domingo Perón y a los pocos días se produjo una gran movilización como nunca antes había sucedido exigiendo su liberación. Es el nacimiento del peronismo, pero también de una clase obrera organizada. Mientras todo esto sucedía, el FCE comenzaba a funcionar en Argentina propiciando una mirada latinoamericanista, algo no tan común para la época.

“La idea original de los años cuarenta fue poner a circular textos que no se publicaban en el idioma español pero también dar discusiones que no se daban en esta parte del mundo”, dice Gastón Levin, director del FCE Argentina, en diálogo con Infobae Cultura. “La filial argentina fue pionera en la circulación de material relacionado con las ciencias sociales, en un momento donde las editoriales que en esa época estaban en auge se dedicaban a publicar otro tipo de literatura. Esa tradición siguió durante muchos años y muy especialmente durante la dirección de Alejandro Katz en la que la filial argentina tuvo unos años de ediciones brillantes”.

“Con los años han aparecido por suerte una buena cantidad de editoriales que transitan ese camino y algunas con éxito y repercusión en toda América. La idea del FCE es mantener esa identidad”, dice Levin.

“Estamos muy contentos con el festejo de los 75 años. Nos costó mucho al principio pero estamos en un proceso de estabilización de la editorial. Volvimos a publicar autores locales. Este mes salió el libro de Horacio Tarcus, Los exiliados románticos, que son dos tomos; el próximo sale el mes que viene.. Vamos a publicar por primera vez en Argentina una colección de libros infantiles. Tenemos algunos títulos definidos como el último seminario de Foucault y un libro extraordinario de Justin Smith que se llama Irracionalidad. Y también vamos a publicar autores locales de ciencias sociales como Roxana Morduchowicz y Laura Malosetti Costa”, agrega.

Cuando comenzó a funcionar la sede en Argentina se fortaleció el vínculo cultural entre ambos extremos de América Latina, difundiendo el pensamiento mexicano y latinoamericano, y promoviendo la obra de destacados escritores publicados en México en Argentina. Pasó el tiempo y en la década del noventa, la subsidiaria comenzó a impulsar su propio programa editorial, cuyo catálogo vivo actualmente está integrado por 400 títulos.

Forman parte del acervo del Fondo de Cultura Económica de Argentina autores locales, entre los que se cuentan Luis Alberto Romero, Ernesto Laclau, Luisa Valenzuela, Daniel Feierstein, Alejandra Laera, Aldo Ferrer y Marina Franco, y extranjeros como Michel Foucault, Elizabeth Roudinesco, Franco Moretti, Enzo Traverso, Paul Ricoeur, Barbara Cassin, Zygmunt Bauman, Carlo Ginzburg y Luigi Zoja, entre muchos otros. La red de comercialización de la filial abarca tanto a Argentina como a Uruguay y tiene presencia en 400 y 100 librerías, respectivamente.

Sin embargo se realizará una celebración de forma virtual con una nutrida agenda de actividades que se despliegan a lo largo de seis días.

Fuso orario: America/Argentina/Buenos_Aires: 3 pm

Detailles: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3476243545732171&id=111492845540608&__tn__=%2As%2As-R

Sarzana. Festival della Mente: Sogni, visioni, profezie.

In pochi anni il rapporto con i nostri sogni è cambiato più che nel resto della storia. La psicoanalisi se ne occupa dalle origini, quando il paziente li annotava su carta; oggi lo fa sullo smartphone. E all’analista racconta: «Non so più se questo l’ho sognato o visto sullo schermo».
Il contatto con le immagini interiori è diluito da quelle preconfezionate. La fantasia si inaridisce. Ne soffrono l’insegnamento, la memoria, l’indipendenza
nel lavoro, il quoziente d’intelligenza, la sessualità. I sogni avevano senso personale e collettivo, divenendo mito, narrazione condivisa. Simile era la visione, dove figure inconsce si manifestano a mente sveglia.
Se essa poi era rivolta al futuro, traboccava in profezia, che indica il destino a singoli, gruppi, popoli.

Informazioni e biglietti
www.festivaldellamente.it

 

DIRETTA FACEBOOK: I crolli che stiamo vivendo. Dialogo con Luigi Zoja

I CROLLI CHE STIAMO VIVENDO
Dialogo con Luigi Zoja

Diretta Facebook Pagina Centro Divenire
sabato 25 aprile ore 17

“Arrendersi o perire” fu la parola d’ordine intimata dai partigiani nel famoso giorno del 25 aprile 1945.
Nel giorno dell’anniversario della Liberazione d’Italia, in cui per la prima volta non ci saranno le consuete manifestazioni, dialogheremo con il Prof. Zoja, psicoanalista e autore di saggi tradotti in tutto il mondo, sul valore simbolico di questa esperienza. A cosa dovremmo arrenderci dunque per sopravvivere psicologicamente a questa realtà?
All’autore di Paranoia, La follia che fa la storia (Bollati Boringhieri, 2011), chiederemo di descriverci l’infezione psichica in corso, che sta facendo e farà più vittime del contagio del Covid19 stesso. Proveremo a riflettere sul prezzo della privazione a cui siamo sottoposti e a capire cosa si intende quando si dice che stiamo vivendo una psicosi collettiva. Quali ripercussioni ha e avrà questa esperienza sul nostro mondo interiore? Come gestire al nostro interno, per dirla con Bollas, la complessità sconvolgente della materia oscura da cui siamo circondati? Cosa sta emergendo da questa urgenza?
Dentro il traumatico disfarsi delle certezze e dello sparire di persone dalla nostra vita, proveremo a rintracciare fili di senso di cui tutti abbiamo un grande bisogno .

Relatore:
Luigi Zoja
Psicoanalista – Presidente del CIPA (Centro Italiano di Psicologia Analitica) dal 1984 al ‘93. Dal 1998 al 2001 presidente della IAAP (International Association for Analytical Psychology), poi Presidente del Comitato Etico Internazionale della stessa. Già docente presso il C.G. Jung Institut di Zurigo, presso l’Università dell’Insubria e attualmente presso l’Università di Macao (Cina). Saggista e scrittore. I suoi numerosi saggi sono tradotti in tutto il mondo.

https://www.facebook.com/events/1334903980028038/?notif_t=event_aggregate&notif_id=1587621970342130

Dialogo tra Serge Latouche e Luigi Zoja su «La Lettura» di Domenica 12 aprile. Anche via App.

Sulla Lettura il dialogo molto fitto tra il teorico della decrescita Serge Latouche e lo psicoanalista Luigi Zoja, a cura di Annachiara Sacchi: i due esperti analizzano diversi elementi della società in questa crisi, valutando e soppesando insieme il rivolgimento sociale ed economico, punto per punto, e traendone interessanti spunti per i modelli di sviluppo del futuro.

FQ Millennium. Paura e Coronavirus

Mensile n°32 Anno 4

Lo psicoanalista Zoja illumina il nostro rapporto con la paura, dalle urne al Coronavirus.

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/03/21/dal-coronavirus-alla-politica-lo-psicoanalista-zoja-spiega-il-nostro-rapporto-con-paura-e-paranoia-su-fq-millennium-in-edicola/5743992/

Inoltre nello stesso numero altri interventi e articoli, tra cui:

Il Veneto del “democristiano” Zaia e gli autonomisti di una Varese passata al Pd, i post fascisti all’assalto di Roma e la Sardegna di Solinas. E i 128 inquisiti del partito.
Inchiesta: attento, il 5G ti spia. Reportage: Hebron, la città dell’odio.

Sabato 14 marzo in edicola con il Fatto Quotidiano
Dal 15 marzo solo FQ MillenniuM a € 3,90

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Paranoia e virus

Articolo di Luigi Zoja su Doppiozero (e su la Repubblica)
“Se si manifesta non sul piano individuale e clinico, ma nella mentalità collettiva, la paranoia si diffonde per infezione psichica e fa perdere il senso delle proporzioni. La comunicazione orale peggiora le cose, perché la sua estrema variabilità semina il panico. Oggi il suo strumento di amplificazione sono i cosiddetti social, affidati ad ogni individuo ed usati soprattutto per scaricare emozioni di cui il soggetto ha perso il controllo, anche quando pretende di comunicare qualcosa di obbiettivo. (…)
Come la paranoia, l’ansia è psicologicamente molto infettiva. (…)
La massa reagisce con la psicologia della massa. Ma sarebbe più esatto dire: della folla. Cioè di una massa che si trova ad essere investita contemporaneamente da un unico problema per circostanze casuali. (…)
La nostra mente non è più abituata ad aspettare e tantomeno a pensare con pazienza. Eppure anche i nostri pensieri difficilmente sono istantanei: quelli veri giungono solo dopo qualche attimo, solo dopo averli ‘chiamati’. La mente che interviene in modo istantaneo, dunque, si disabitua a pensare articolatamente. Lungo questo percorso, la psiche si sta anche dissociando dal nostro corpo: che dovrebbe formare con esso un’unità, proprio come lo era negli animali o negli uomini storici, forse in via di sparizione.”

https://www.doppiozero.com/materiali/paranoia-e-virus

Coronavirus: psicosi collettiva

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/02/24/sono-le-venti-nove-lintervista-allo-psicoanalista-luigi-zoja-coronavirus-lieve-psicosi-collettiva-come-a-new-york-dopo-l11-settembre/5716221/

Quanto conta la psicologia nel nostro modo di reagire all’epidemia di coronavirus. Lo spiega lo psicoanalista Luigi Zoja, intervistato da Sono le Venti, il programma di Peter Gomez in onda sul Nove. “Stiamo reagendo con una lieve psicosi collettiva, che contagia tutti. Non diversa da quella che ho osservato quando abitavo a New York dopo l’11 settembre del 2001

Soirée de présentation et discussion du dernier livre de Luigi Zoja: Paranoia [Paris]

A l’heure où triomphent les Trump, Erdogan, Duterte, et bien d’autres leaders qui leur ressemblent, il est grand temps de s’intéresser attentivement à ce livre du psychanalyste et sociologue italien (« un grand livre » selon Zygmunt Bauman), qui voit dans la paranoïa collective une des grandes forces de l’histoire, et notamment de celle du 20ème siècle. Paranoïaques, Hitler ou Staline l’étaient, de toute évidence. Mais la question est de savoir pourquoi ils ont été suivis. Si les cas graves de paranoïa individuelle sont rares, en revanche la paranoïa collective – qui attribue aux actions et aux complots des « autres » tous ligués contre « nous » la responsabilité de tous nos maux – est infiniment plus répandue. Avec, comme résultat, l’agression d’un groupe (les pogroms), l’expulsion collective (l’épuration ethnique) ou l’extermination.

Comment penser ensemble subjectivités individuelles et subjectivités collectives ? Il n’est peut-être pas de question plus urgente aujourd’hui.

Luigi Zoja, sociologue et psychanalyste jungien, vit et travaille à Milan ; il a notamment été président de l’Association Internationale de Psychologie Analytique (IAAP). Dans ses nombreux ouvrages, il analyse les travers collectifs des sociétés contemporaines, en les mettant en perspective dans la longue durée culturelle. Il a publié : Le Père. Le geste d’Hector envers son fils. Histoire culturelle et psychologique de la paternité (coédition Les Belles Lettres / La Compagnie du Livre rouge, 2015). Il a également publié des articles théorico-cliniques dans la revue Cahiers Jungiens de Psychanalyse.

Il est recommandé de s’inscrire car la salle peut recevoir 90 personnes au maximum,

en écrivant à :  secretariat@cgjungfrance.com 

La présentation sera suivie d’un repas (20 €) pour ceux qui souhaitent prolonger la discussion.  S’inscrire en écrivant à :  secretariat@cgjungfrance.com  (paiement en liquide, par chèque à l’ordre de la SFPA ou par virement : Crédit Coopératif – IBAN : FR76 4255 9100 0008 0037 1310 686)